La vita ha fatto in modo che incontrassi delle persone.
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| L’INGANNO DELLE MASCHERE |
©Lr.
imperare sibi maximum imperium est
The pages of an infinite book
Questo è il primo paragrafo della serie infinita di racconti, ormai ben oltre trecento. E’ stato scritto nell’Agosto del 2000 quando i miei pensieri, quelli veri,
dovevano avere una valvola di sfogo.
AM.G ne sa qualcosa.
I quadri non erano quelli ma alle pareti non c’erano “croste”.
I chiodi li mettevo io con una strizza della madonna.
«L’atmosfera era di quelle di un film. Lui aveva pensato a tutto.
Il bell’attico in (via) Monti Parioli era arredato con (eleganza) (armonia)…
quadri splendidi di autori celebri creavano macchie di colore
sullo sfondo bianco, la tinta dominante in quell’appartamento.
Alcune tele lasciavano il raro osservatore senza fiato,
non solo per la loro bellezza ed il loro valore.
Semplicemente perché non avrebbero dovuto essere lì.»
«The atmosphere was like that of a movie. He had thought of everything.
The beautiful penthouse in (via) Monti Parioli was furnished with (elegance) (harmony)…
splendid paintings by famous authors created spots of color on the white background, the dominant color in that apartment.
Some canvases left the rare observer breathless,
not only for their beauty and value.
Simply because they should not have been there.»
“Quando meno te lo aspetterai,
quando ormai quel pensiero
non sarà più nella tua mente,
quando avrai dimenticato anche il ricordo,
allora,
solo allora,
ti ricorderò di me.
Io saprò quando non avrai neanche il ricordo, manca ancora molto,
aspetterò quel momento con serena tranquillità.
Non ho fretta.”
“When you least expect it,
when that thought will no longer be in your mind,
when you have also forgotten the memory,
then,
only then,
will I remember you of me.
I’ll know when you won’t even have the memory,
there’s still a long way to go,
I’ll wait for that moment with serene tranquility.
I’m not in a hurry.“
A.D. 1999, Dec.
\.|./
ab imo pectore,
Lu
L’essenza del freelance,
quando
“lucenti lame ricurve squarciano le cortecce
ed affondano crudeli nel lobo occipitale
alla ricerca del talamo e della amigdala
lacerando ogni tessuto”,
fondamento della creatività
che in piena notte ti fa svegliare
e ti mostra l’immagine della realtà
per il clic al quale da tempo già pensavi.
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boccaporto
La foto ha la logica di un pensiero per l’acqua
Come si racconta non ho fotografie del “boccaporto”
e neanche voglia di farla generare alla iA.
Ma di acqua in quel di Novembre 2003 ne presi parecchia
Molta.
Tanta.
In moto.
Una BMW.
Ovvio.DATA 20 GIUGNO 2016,
QUESTO RACCONTO
POTREBBE NON ESSERE
UNA PARTE DI| L’INGANNO DELLE MASCHERE |
Forse, altrimenti che inganno sarebbe?
Però ne è un’appendice logica e di raccordo per altre narrazioni.La fotografia di Settembre 2025
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(sotto, altrove e non più esistente)
sta ad indicare un cambio di immagine
e variazioni nel testo per alcuni passaggi spariti ed altri,
forse, aggiunti. Scritti – appunto – in quel mese.
Non è l’unico articolo rivisto tra tutti quelli pubblicati
e le bozze che – forse – nelle prossime settimane
dallo stato di revisione passeranno, ora qui, online.
Alcuni sì, altri no.


Il Pensiero non ha tempo,
non ha forma,
non ha dimensione
così
non ha percepibile sostanza.
Esiste però
e ne può lasciare traccia
solo
quando una mente vuole dargli esistenza con la scrittura.
Ma esiste.
Nascosto dietro mille facciate.
Ma esiste…
Portando con sé tutti i colori immaginabili dalla mente.
Tutti.
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